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venerdì, 13 giugno 2008
Un casolare per i clandestini

Nuove storie di tristezza, di abuso.

Leggo sul Messaggero on line e Romacittà sempre on line che a Tor Bella Monaca hanno arrestato albanesi clandestini per i quali è stato avviato il procedimento di espulsione e denunciato un 70enne che affittava loro delle abitazioni a 300 euro a persona.

La zona è stata battuta dai carabinieri dove era stato notato un continuo viavai di extracomunitari.
Mi viene da pensare a quei disgraziati che avranno speso una fortuna per arrivare nel nostro paese, che hanno pagato per chissà quanto tempo un affitto molto eleveto per vivere in condizioni misere ed ora venire espulsi.

Forse ci siamo dimenticati che intorno alla fine del 1800 e i primi del 1900 eravamo noi italiani ad andare via da nostro paese.

Scritto da: M0tt0 a 21:17 | Permalink | commenti |
degrado, disagio, quartiere, tor vergata

martedì, 10 giugno 2008
I rom tra passato e presente

La mia esperienza con i Rom ha due facce.

 

La prima è quella che riguarda la mia infanzia, quando alcuni campi erano nei nostri quartieri.

Ce n’era uno molto piccolo proprio sotto il ponte tra Tor Bella Monaca e via Casilina in cui spesso mi ritrovavo a passare per andare a comprare le uova. I miei incontri con i Rom non erano dei più piacevoli e il più delle volte era maglio correre dall’altra parte della strada senza guardare.

Spesso vedevo fuori da scuola i ragazzini Rom della nostra età, che non facevano che dar fastidio a chiunque gli capitasse a tiro.

Poi sono cresciuto, ma la mia visione dei Rom è rimasta nera. Alcuni tra i capi gestivano (e forse è ancora così) alcuni traffici di droga in cui erano coinvolte anche persone che conoscevo.

 

Lo scorso anno poi ho fatto il Servizio Civile Nazionale. Lì ho conosciuto tante realtà, tante persone, tra cui molte che lavoravano direttamente con i Rom. Ho sentito tante storie. Storie tristi. Storie di italiani. Italiani che qui non hanno neanche un pezzo di carta sul quale riconoscersi come tali. Questi Italiani oggi (ma come sempre del resto) sono al centro del problema sicurezza. Non hanno fatto che spostarli da un punto all’altro. Ma i governi necessitano di trovare capri espiatori da additare in tempi difficili. Chi meglio dei Rom si adatta benissimo a questo scopo?

 

La verità è che queste persone arrivano da realtà terribili di cui si sa poco. Moltissimi sono giunti in Italia dai paesi dell'Est a causa di guerre civili o per lo sgretolamento dei regimi comunisti. Raccontano delle storie che solo pochi ascoltano. Nessuno ne sa qualcosa, a nessuno piacciono. Molti come me e Daniele sono totalmente (o quasi) ignoranti in materia.

 

Io sono stato alla manifestazione di domenica. Più per curiosità che per convinzioni personali. Era piena di Italiani (Rom inclusi). Ho scambiato qualche chiacchiera sia con persone delle organizzazioni aderenti all’iniziativa che con gli stessi Rom. Ho visto tanti sorrisi e tanta voglia di vivere. E’ stata una bella esperienza.

 

I Rom hanno tante facce, quali vogliamo veramente conoscere?

Scritto da: M0tt0 a 22:26 | Permalink | commenti (4) |
degrado, rom , disagio, quartiere

sabato, 24 maggio 2008
Nuovo Sindaco: Alè? ma nno!

Il fatto che Alemanno vada ai campi Rom e rimanga stupito della situazione, mi stupisce a mia volta. Dopo tanto tempo in politica solo nel momento di gloria si percorrono certe strade e si rilasciano dichiarazioni.

I campi Rom già li conoscevo bene fin da bambino. Il nostro municipio ne era pieno. Poi qualche anno fa è stato sgomberato quello sul ponte di Via del Fuoco Sacro (Tor Bella Monaca "vecchia") e l'anno scorso quello sul ponte che conduce al Policlinico di Tor Vergata. E gli sgomberi continuano.

Ma dove li hanno nascosti questi rom? Ci faranno le eco-balle-rom?

85 Campi Rom Abusivi da sgomberare.

Certo qui da me la gente è contenta. Io però non sono tanto convito sul metodo. Soprattuto quando leggo su Repubblica che nelle scuole toglieranno i menù etnici.

Saranno anche troppo usate parole come multiculturalismo o integrazione. Ma ogni tanto forse varrebbe la pena pensare al loro significato.

Scritto da: M0tt0 a 19:50 | Permalink | commenti (4) |
disagio, quartiere

lunedì, 19 maggio 2008
La Carta d'IdentitĂ 

Svariati mesi fa mi arriva per posta (non elettronica) l’avviso del Comune di Roma che mi informa dell’imminente scadenza della mia Carta d’Identità e delle modalità e tempi di rinnovo.

Trovo scritte frasi del tipo: “per il rinnovo della stessa Ella si dovrà recare personalmente…"

Gli accenti delle lettere sono fatti con apostrofo e alcune informazioni sono inesatte.

Infatti il documento mi informa che se rinnovo la carta “nei 180 giorni precedenti la scadenza” dovrò portare 3 foto tessera, la carta in scadenza e il modello di richiesta di rinnovo che si prende in circoscrizione.

Sa invece il rinnovo verrà fatto “dopo la scadenza del periodo di validità del documento” ho bisogno (oltre alle cose elencate sopra) anche di due testimoni.

 

Il mio documento era ovviamente scaduto.

Dopo aver passato una intera mattinata alla circoscrizione del Municipio 8 ho scoperto che in realtà fino a 180 giorni dopo la scadenza non ho bisogno dei testimoni. Ma io da buon cittadino me li ero portati. Facendo perdere una mattinata anche a loro.

 

Ho contattato Circoscrizione e Comune e dopo avermi sballottato da un ufficio all’altro, aver telefonato ad innumerevoli numeri scopro anche che nessuno conosce l’Assessore Lucio D’Ubaldo che firma le suddette lettere (forse sono anni che non c'è più).

Mi trattano tutti con superficialità, perché non sono questi i problemi importanti.

Questi sono i documenti che ho inviato al Comune e che mi hanno rilasciaro:

Doc1

Doc2

 

Ma allora mi chiedo perché devo pagare le tasse per un servizio (tra i quali quello della spedizione della lettera) che mi informa male?

 

Sono ancora in attesa che il Comune mi contatti per discutere la questione.

E i mesi passano.

Scritto da: M0tt0 a 20:46 | Permalink | commenti (2) |
burocrazia, disagio

giovedì, 08 maggio 2008
IL MERCATO DALLE MILLE FACCE

Ogni Giovedì e Sabato l’immagine del mercato di Tor Bella Monaca offre specchi variegati della realtà sociale ”

La mattina del mercato a Torbella Monaca la circolazione delle auto è intensificata dal continuo movimento di chi abitualmente fa la spesa “conveniente”. Auto parcheggiate in doppia fila, clacson insistenti, il brusio della gente indaffarata nella scelta dei prodotti; le grida di quei venditori ambulanti che poche ore dopo se ne andranno. Questa è la mattina tipica del mercato.

Dopo alcune ore il traffico lentamente si riduce, smaltito dall’imminente arrivo dell’ora di pranzo. Insieme alle auto diminuisce anche il numero delle persone che percorrono il “sentiero degli acquisti”. I mercanti gridano sempre meno, alcuni cominciano a risistemare il proprio camion, mentre una marea di buste di plastica, gonfie di spesa, sono riposte nei portabagagli delle auto parcheggiate.

Le mercanzie migliori sono quasi del tutto esaurite, sui banconi resta soprattutto ciò che avanza delle scelte già fatte.

 Il caos delle poche ore precedenti sembra solo un vago ricordo, i rumori e lo stesso brusio della folla è fortemente diminuito, così come i prezzi di quel che non è stato ancora venduto.

Il mercato ha cambiato volto, così come il suo nuovo minuto popolo di compratori, che sopraggiunge in questo momento particolare.

Poche persone ora circondano i banconi semivuoti del mercato di Torbella Monaca, per lo più extra comunitari in cerca di prezzi molto bassi: quelli dell’ultima ora, quelli ancor più “convenienti” per chi ha ben poco da spendere.

La piazza è ormai semivuota e quando anche l’ultimo camion ha lasciato il suo posto, il “mercato svanito” assume ancora un’altra faccia: il volto della povertà e della miseria.

C’è ancora qualcuno che rovista tra i rifiuti e gli scarti ancora recuperabili, per poter mangiare qualcosa…

Scritto da: M0tt0 a 15:42 | Permalink | commenti |
degrado, mercato, disagio


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